Luca GRANCINI nasce a Milano nel 1962.
E’ laureato in Medicina e Chirurgia a Milano e specializzato in Cardiologia.
Si è sempre dedicato alla attività clinica e interventistica cardiologica lavorando a Milano in strutture ospedaliere universitarie.
La sua passione per la poesia è presente sin dall’infanzia e si è sviluppata nel corso del tempo attraverso la lettura e la composizione creativa. Ha pubblicato due raccolte di poesia.
La prima raccolta ‘Dialogo con Dio (La vita felice 2012), è un percorso in parte autobiografico attraverso l’altalenante rapporto dell’uomo con la presenza di Dio, al termine del quale l’io narrante si confronta con Dio in un dialogo serrato.
Il critico letterario, italianista e poeta Giorgio Barberi Squarotti, in una lettera personale inviata all’autore, ha scritto: ‘la Sua poesia affronta fortemente il problema del sacro e il significato del nome e dell’ambigua presenza di Dio. Dopo Caproni soltanto Lei è riuscito a riparlare di Dio in versi in modo tanto rigoroso e drammatico.’

La seconda raccolta si intitola ‘Gli avamposti dell’oceano o il canto della crisalide ’ (Italic Pequod 2016).
Il testo è suddiviso in due sezioni.
La prima, intitolata ‘ La via degli antenati’ o ‘Pitr yana’ secondo la tradizione indù, è composta da poesie in cui la vita è rinchiusa all’interno delle barriere della morte e della impotenza dell’uomo di fronte al destino.
Al termine c’è una lunga composizione poetica intitolata ‘la terra dell’occaso’ che parla della morte e del suo attraversamento.
La seconda sezione, intitolata ‘ La via degli Dei’ o ‘deva yana’, descrive il superamento delle aporie della vita e l’apertura alla spiritualità.
Nella sua post-fazione Guido Oldani, poeta e fondatore del Realismo Terminale, scrive che Grancini ‘ è come passato attraverso gli stati di aggregazione della materia: solido, liquido, gassoso. I corpi lasciano posto alle anime e queste, a loro volta, all’infinito dello spazio e al riposizionamento del tempo. Come nei libri antichi , dopo la fisica compare, giustapposta ed eterna, la metafisica’.

Il terzo libro, ‘Il bisturi dell’Anima’ è in attesa di pubblicazione.
Guido Oldani ha definito la poetica di Grancini la poetica ‘dell’aldiquà e dell’aldilà’, intendendo significare che i suoi testi entrano in colloquio con le strutture archetipiche dell’esistenza (vita, morte, amore, odio, malattia, salute) osservandole dai 2 estremi, alla ricerca di una risoluzione non dialettica ma emozionale e spirituale.

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